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	<title>Cookart Magazine</title>
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		<title>Chiodata romana</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 17:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arcangelo Dandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[La posta del Quoco]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[arcangelo dandini]]></category>
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		<description><![CDATA[La Carbonara di Arcangelo Dandini E’ stato scritto tutto sulla “Carbonara” secondo Arcangelo Dandini, pasta “chiodata” (cottura molto al dente,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Carbonara di Arcangelo Dandini<a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/06/MEMORIA-A-MOZZICHI_cover_LOW.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3346" title="MEMORIA-A-MOZZICHI_cover_LOW" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/06/MEMORIA-A-MOZZICHI_cover_LOW-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a></p>
<p>E’ stato scritto tutto sulla “Carbonara” secondo Arcangelo Dandini, pasta “chiodata” (cottura molto al dente, per far risaltare il sapore del grano e assenza di pepe incluse) ma, non per questo, Cookartmagazine, che non si prefigge mai esclusive ritenendo che la sola “esclusiva” possibile sia quella della personalità individuale di ciascuno, poteva rinunciare!</p>
<p>Gentile come sempre Arcangelo ce ne ha inviato versione.</p>
<p>Io vivo il cibo come antropologia, strumento gustoso di conoscenza, che attraverso il palato mette in moto testa anima fantasia…</p>
<p>Della cucina romana, frequentata per decenni, avevo cara la memoria di certe trattorie dove si andava da studenti,  necessariamente popolari, quelle che si erano perse nel bailamme piatto del “Menu turistico” .</p>
<p>Della trattoria “buona” di Arcangelo, che me le ricorda soavemente,  mi piace  l’alto tasso di autentica romanità, che va ben oltre il sapiente menu.</p>
<p>Romanità dei “colli” che sono il suo luogo d’origine, nelle verdure selvatiche dal piacevole sentore d’amaro, nei “caci”, nella dolcezza della memoria della sua infanzia fatta di merende a pane e zucchero (i buondì, le merendine i gentilini ne sono, forse, una versione modernista creativa…)</p>
<p>Romanità di “Urbe” nel trionfo del quinto quarto (diffido di chi non lo mangia, quasi quanto diffido degli astemi) in certi chiaroscuri caravaggeschi che connotano alcuni  suoi piatti di carni, nella cultura, culinaria e non, portata con il &#8220;non cale&#8221; di chi ha visto passare imperatori e papi  re, palazzinari e politicanti d&#8217;ogni specie e razza, bovina e burina&#8230;</p>
<p>Romanità colta nel disincanto sentimentale delle sue battute, dei suoi amorevolmente feroci sfottò con gli amici.</p>
<p>Romanità “calda” estroversa e surreale nei dialoghi omonimi con il suo Sous Chef indiano, Ghosh Maesh, in arte Zago…vera star del web a cui mando un saluto cordiale nell’attesa (ar dente) di conoscerlo..! (Raffaella, in &#8220;arte&#8221; J.Q.)</p>
<p>La Ricetta</p>
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<li>P<a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/06/carbonara-Arca.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3345" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/06/carbonara-Arca-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>er 6 persone: 500 gr di pennoni rigati , 100 gr di pecorino romano,100 gr di guanciale di maiale stagionato,6 rossi d&#8217;uovo, sale qb.</li>
</ul>
<p>In una padella a fuoco medio far tostare il guanciale dopo averlo privato della cotenna ed averlo tagliato a cubetti di 1 cm circa.</p>
<p>Una parte del grasso di risulta metterlo da parte e tenere il guanciale al caldo non appena pronto.</p>
<p>In una ciotola capace mettere le uova e la meta&#8217; del pecorino e con pochissima acqua di cottura fare una crema densa e consistente, aggiungere il grasso e mescolare bene.</p>
<p>Appena la pasta sara&#8217; cotta metterla nella ciotola con le uova e mescolare bene, aggiungere il guanciale e mescolare, agiungere una parte di pecorino e servire a tavola con il restante formaggio.</p>
<p>Ps ho omesso volontariamente il pepe per ragioni storiche che a mio avviso non si possono trattare attraverso una ricetta.</p>
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		<title>A tutta qualità: LsdM edizione 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 18:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Fortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[A tutto Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[cookartmagazine]]></category>
		<category><![CDATA[culento]]></category>
		<category><![CDATA[le strade della mozzarella 2013]]></category>
		<category><![CDATA[le trabe]]></category>
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		<category><![CDATA[raffaella fortunato]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Le strade della Mozzarella 2013: il  cooking show  dedicato al più pregiato dei prodotti  campani. Proposta tematica di questa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/936463_10201062499234831_636105227_n-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3318" title="936463_10201062499234831_636105227_n (1)" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/936463_10201062499234831_636105227_n-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Le strade della Mozzarella 2013: il  cooking show  dedicato al più pregiato dei prodotti  campani.</p>
<p>Proposta tematica di questa edizione il “matrimonio Dop” tra mozzarella di bufala e pomodoro San Marzano,  offerto all’interpretazione di un parterre di Chef di gran rango introdotti e moderati da un drappello di tutto riguardo di giornalisti e critici enogastronomici.</p>
<p>Ogni chef un laboratorio e due “collettive” dedicate a “giovani”  emergenti talentuosi mischiati a qualche meno giovane già “emerso” e direi decisamente bravo (cos’altro se non questo nomi come Rizzuti Pisaniello, la mia cara Maria Rina…)</p>
<p>Un evento, ideato nel 2005,  ottimamente organizzato da Barbara Guerra e Albert Sapere con il sostegno del Consorzio della Mozzarella di bufala campana dop, che è andato via via affermandosi ed evolvendo nel segno dell’identità  territoriale dei prodotti  e della chance di crescita e sviluppo che il “fare sistema” offre al comparto dell’agroalimentare.</p>
<p>Assieme ai laboratori degli chef, 3 sessioni dedicate alla Pizza, napoletana e non,   pochi  selezionati stand di prodotti dop , Consorzi di tutela,  produttori di vino e di olio.</p>
<p>Tutto accessibile gratuitamente su prenotazione, per un pubblico  di “professional” e veri appassionati.</p>
<p>Un comparto, quello agroalimentare che, come sottolineato,  se valorizzato, in un contesto di patrimonio archeologico naturale e paesaggistico eccezionale,  potrebbe essere leva non solo economica ma vero e proprio perno di  rilancio culturale.</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/046.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3333" title="046" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/046-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Location idilliaca la bianca sala trasparente in stile minimalista con vista sulla cascata d’acqua del fresco stellato ristorante “Le Trabe” (Chef Peppe Stanzione)   situato all’interno della  Tenuta Capodofiume, sorgente del fiume omonimo e sede di un vecchio mulino, 20.000 mq di silenziosi verdissimi giardini ai piedi della collina di Capaccio Vecchia.</p>
<p>Gli Chef, dunque…che della mozzarella di bufala fanno un utilizzo a tutto campo (siero, latte, liquido di governo) e a tutta maniera  (naturale, sifonato, destrutturato e…ristrutturato) giocando  sulla versatilità sua e dei suoi derivati, dando “corpo” a molteplici  interpretazioni tutte o quasi giocate sulle consistenze.</p>
<p>Apertura di gran prestigio con il tristellato Massimo Bottura ,  “cuoco italiano” come si definisce e convinto sostenitore del fare “rete” .</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/022.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3319" title="022" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/022-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Filosofia di cucina e d’impresa, la sua,  riassumibile in estrema sintesi in un concetto: cuochi, produttori, artigiani, devono lavorare insieme per  unire memoria, sguardo, tecnica, progettualità.</p>
<p>Questo fa  economia e cultura, come nell’impostazione di questo evento.</p>
<p>Una delle sue due preparazioni, “Italia” ne è dimostrazione..</p>
<p>Un ensemble assortito di grande materia prima italiana, un viaggio con il palato attraverso spuma di ricotta, ricottina d’alpeggio affumicata, olive taggiasche una cheap di menta e basilico, pomodorini  del “Piennolo”, capperi confit di Corrado Assenza, mandorle di Noto e a finire la “sua” amarena di Modena.</p>
<p>Ogni cucchiaio un sapore diverso denso di entusiasmante  essenzialità.</p>
<p>Con Ciccio Sultano (Il Duomo di Ragusa)  si passa  al “mangiare in dialetto”:  tra Campania e Sicilia, la sua insalata di mare (polipo seppia e totano)  su “finta pizza” (mozzarella di bufala frullata con acqua e latte, pomodoro ristretto con acciuga,  pesto di basilico, pane croccante all’origano)<a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/0341.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3321" title="034" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/0341-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Antonino Cannavacciuolo campano trasferito in Piemonte, gioca al microonde con mozzarella di recupero (quella vecchia 3 giorni che nelle zone di produzione non viene mangiata talquale)  la scioglie per farla filare di nuovo dopo avere inserito nella piccola sfera un’ostrica che adagia su una crema di cetriolo e yoghurt di bufala..Finitura di perle di caviale ed erba cipollina. Terra e mare.</p>
<p>Il piatto di Ilario Vinciguerra, napoletano performing in Gallarate è  un super squisito filetto di baccalà dissalato e massaggiato con olio d’oliva a 42°..con top di riso stracotto soffiato e schiuma di latte di provola fumeè.</p>
<p>”Norvegia/Paestum solo andata”<a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/0501.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3323" title="050" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/0501-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Negrini e Pisani di Aimo e Nadia si producono  in un classico italiano come da “griffe” della casa con una variante per Lsdm: risotto ( riso Carnaroli di Cascina Venaria, olio evo, capperi, origano di Vendicari, gamberi) mantecato con stracciatella di bufala e fumetto leggero di sogliola…</p>
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<p>Francesco Sposito  che nella sua Brusciano (hinterland napoletano) invece è coraggiosamente rimasto sviluppando assieme al fratello Mario sommelier l’attività di famiglia, ci regala una bella reinterpretazionedi carciofo “mammarella” arrosto incendiando carbone biologico con cui aromatizza l’olio di cottura del carciofo ripieno,  “copertina” di “foglia” di lardo e tocchetti di mozzarella a completare il piatto</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/069.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3324" title="069" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/069-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Di Cristina Bowermann, ex procuratore legale da Cerignola alla California  a me piace, molto, il “profilo” umano e la sua cucina ne è specchio. L’uso “etico” che fa dell’insieme dell’ingrediente.  Nel  suo riso profumato di anice stellato e limone candito, sfumato con saké, utilizza siero del caglio, burro di bufala home made e come base mozzarella nature…</p>
<p>Altro giorno, altra corsa.</p>
<p>Pino Cuttaia, il coraggio di lasciare il Piemonte e tornare, a 30 anni,  a fare grande cucina a Licata, nella “sua” Sicilia non turistica. In Piemonte, dice, sarei stato solo un interprete, in Sicilia partendo dalla mia memoria olfattiva do corpo alla fantasia.</p>
<p>Tavola come sentimento in uno dei piatti che mi ha maggiormente rapito, la “Nuvola di mozzarella “ una caprese aerea  con la sfera esterna di  pellicina di latte “catturata” con il fondo di un bicchiere e il cuore di panna di latte di bufala sifonata. Adagiata su olio evo gocce di basilico e acqua di pomodoro, un profumo inebriante. Applausi!</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/0901.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3326" title="090" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/0901-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Anche il milanese Andrea Berton propone un cannellone di mozzarella di bufala affumicata va senza dire senza pasta…interessante anche nella non convenzionalità dei colori (verde brillante la crema di prezzemolo e il crunch di nero di seppia aromatizzato con lime) Interessante ed eseguito con gran maestria ma il cuore è cuore e il sentimento strettamente personale….</p>
<p>Salvatore Tassa, cuciniere ciociaro di Acuto, si “esibisce” nel taglio perfetto di una fetta di mozzarella che si “limita” ad adagiare su una salsa di mandorle mantecata con siero di mozzarella e buccia di bergamotto. Cultore di erbe ci serve un “liquorino” di radici, una sorta di “umami” ciociaro, un brodo primordiale che rinfrancca palato e spirito</p>
<p>Cosa dire , che non sia stato mille volte detto di Heinz Beck?</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/140.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3327" title="140" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/140-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Pulizia, rigore, bellezza nel carpaccio di ricciola su carpaccio di mozzarella, olio evo, sale grosso di Trapani ricco di magnesio, olio di basilico, “neve” di pomodorini del Vesuvio….peccato dover solo guardare questo piatto ma saremo ricompensati da un magistrale “Sottobosco” non strettamente in tema.</p>
<p>E’ difficile restringere la maestria e la fantasia di tanti chef…i laboratori si susseguono uno via l’altro lasciando appena il tempo di una notazione.</p>
<p>Così, facendogli torto, vado a volo d’angelo sui candidi tortelli di ricotta di Niko Romito, che usa il liquido di governo della mozzarella per la bollitura…</p>
<p>Francesco Apreda, executive de l’Imago il restaurant dell’Hassler Hotel di Roma non lo conoscevo “palatalmente”</p>
<p>La sua caprese liquida affumicata conquista…né potrebbe essere altrimenti per chi ha passione per la cucina giapponese.</p>
<p>Apreda, napoletano cosmopolita,  ha maturato un’esperienza di cucina fusion di ottimo impianto, fattuale e concettuale.</p>
<p>Mozzarella sottovuoto immersa a 40° per un’ora a ritrovare la temperatura di “origine” in  un sublime brodo Dashi insaporito con lamelle di tonno essiccato (katsoubushi) basilico e acqua di pomodoro. A speziare polvere di datterino essiccato gelatina di basilico chicchi di soia fresca lamelline di katsoubushi..</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/1641.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3328" title="164" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/1641-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Non si riesce a seguire tutto, io salto, per stanchezza, le interessanti sessioni collettive e, se un appunto c’è da muovere agli organizzatori, è, paradossalmente, l’estrema ricchezza del programma che obbliga a scelte difficili!</p>
<p>Non mi perdo il vasetto di basilico di Vitantonio Lombardo, neo patron della sua Locanda Severino , e neo stella Michelin, semplice, originale, raffinato</p>
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<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/179.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3329" title="179" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/179-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E non mi perdo la degustazione di pomodoro del grande Gennaro Esposito, con confortante spaghetto pomodoro e basilico di fine giornata.</p>
<p>Un intero pomeriggio viene dedicato alla Pizza, di scuola napoletana e non. Tre sessioni: impasto, farcitura, cottura, con molti dei maggiori maestri pizzaioli di Sud Centro e Nord Italia.</p>
<p>Ultimo laboratorio, ( per me che “perdo” Parini..a favore di una micro degustazione di vini Maffini!) quello del trio Vittorio Fusaro, Pasquale Torrente Arcangelo Dandini</p>
<p>Ancora Nord Sud e Centro Italia, cucine idealmente affini nell’impianto concettuale, grandi materie prime poche manipolazioni, qualità delle idee.</p>
<p>Torrente, cetarese doc,  ci serve una fresella con mozzarella cipollotto di Nocera alici di Cetara grigliate 2 minuti solo sulla pancia con un bicchierino di Bloody Mary (‘O sang ‘e Maria) con la sua amata colatura di alici a sostituire il sale. La chiama, giustamente “Campania felix”</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/208.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3330" title="208" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/208-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Arcangelo Dandini, il più sapiente degli interpreti della cucina romana (dalla strada al triclinio, dal banchetto del mercato ai banchetti dei re) presenta una mozzarella in carrozza… arrivata direttamente da Rocca Priora, il più alto dei Castelli romani, suo borgo “natio”…</p>
<p>Spennellata di tuorlo d’uovo  crudo leggera panatura con mentuccia (menta romana) e maggiorana, crunch di fette biscottate Gentilini…Cottura leggera, perfetta.</p>
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<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/211.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3331" title="211" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/211-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>A notte fonda dell’ultima sera, mentre mi attardo accanto alla megagriglia dove Simone Fracassi macellaio in Arezzo cuoce pezzi vari di chianina…ho modo di provare due cocktails all’olio d’oliva…</p>
<p>Il “Bar a huile”  è una proposta del Frantoio Torretta sede nel comune di Battipaglia, un modo originale di degustare l’olio…veri cocktails a base di prodotti selezionati ad accompagnare un olio di gran qualità.</p>
<p>Considerazione finale:  istituzioni, locali e non,  assenti, e non solo “banalmente” nel patrocinio e nello sponsoring….una delle tante occasioni mancate. E questo, da cittadina italiana, dispiace.</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/271.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3334" title="271" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/271-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Tre puntate sulla patata..Anna pudica impudica</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 12:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ferdinando Cacciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pomice e Lapilli]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[antonio cacciola]]></category>
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		<category><![CDATA[patate]]></category>
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		<category><![CDATA[riposto]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; PATATE SVESTITE E VESTITE &#160; Mi pare una piccola storia di ciò che c&#8217;è e non c&#8217;è. Di un...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/Patata-Nuda-e-Vestita-IMG_2796.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3297" title="Patata Nuda e Vestita IMG_2796" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/Patata-Nuda-e-Vestita-IMG_2796-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>PATATE SVESTITE E VESTITE</p>
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<p>Mi pare una piccola storia di ciò che c&#8217;è e non c&#8217;è.</p>
<p>Di un nome e mille nomi dati a questa ricetta che c&#8217;è e non c&#8217;è, perché nessuno può dire che non sia mai esistita così esattamente.</p>
<p>Di una famosa patata -patata di Giarre e Riposto- che forse non c&#8217;è più, ma che si trova ancora, di uno scarto qui e pregio li, di una patatina che mi chiedevo come mai e non sapevo che farne..</p>
<p>E pure di un abito che c&#8217;è e non c&#8217;è.</p>
<p>Patatine Anna.</p>
<p>Questo è il nome che ho scelto come definitivo,  dopo averne dovuti scartare almeno altri tre.  Anche questo c&#8217;è e non c&#8217;è.</p>
<p>Credo che ce ne sia una dedicata ad un contessa,  e non mi stupirebbe.</p>
<p>Non mi stupisce che le patatine vengano dedicate a donne affascinanti, forse perché una tira l&#8217;altra.</p>
<p>Ovviamente il nome non è di fantasia: a ciascuno la sua contessa, environ.</p>
<p>Stamattina dalla mia cicciona verduraia a chilometro sotto zero, e scontrino pure, ho trovato delle piccolissime patate novelle.</p>
<p>Anzi novellissime.</p>
<p>Ne compro 30 cent, oltre l&#8217;euro delle solite fave &#8220;chiummute&#8221;, da macco verde, delle quali altrove ho parlato già e forse farò qui in altra occasione, e vado a lavorare allo studio ad un esecutivo che per una casa rurale, guarda caso un agricoltore della zona, di patate pure.</p>
<p>Mi sentivo ispirato -sto attraversando un momento di grande creatività, poi cadrò in letargo per 30 giorni- e nei 45 secondi che mi separavano dalla mia abituale destinazione, concepisco la ricetta. Confesso che di aiuto mi fu il ricordo della lettura delle patate arrosto perfette secondo Heston Blumenthal del Fat Duck Restaurant di Londra.</p>
<p>La concepisco, ma come sarebbe nata non ne avevo la minima idea.</p>
<p>Le mie, ne ho la quasi assoluta certezza, &#8220;patate Anna&#8221; -non si contano quanti cuochi veri hanno inventato le patate Anna- sono venute sublimi.</p>
<p>La fortuna aiuta i principianti, perciò il primo successo non fa storia.</p>
<p>In seconda prova, complice un fare tardi allo studio ed un certo appetito, non vengono come le prime.</p>
<p>Ma non mi arrendo all&#8217;insuccesso annunciato e faccio una seconda prova di presentazione.</p>
<p>Non riesco a spellare, avendo ridotto troppo il tempo di sbollentatura, le faccio arrostite vestite.</p>
<p>Mi ricordano le patate al forno che in estate si trovano dai nostri panettieri e le condisco all&#8217;incirca nello stesso modo, ma sono molto più fini e belle da vedere. Diversamente appetitose.</p>
<p>La terza prova è riuscita perfettamente, sia per le patatine vestite che per quelle nude..!</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/Patata-Nuda-IMG_2792.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3298" title="Patata Nuda IMG_2792" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/Patata-Nuda-IMG_2792-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Patatine Anna impudiche (svestite)</p>
<p>Per denudare le patatine vanno sbollentate per 8-10 min (9 per l&#8217;esattezza) dopo la ripresa del bollore.</p>
<p>Si pelano con delicatezza, tenendole, prima e dopo, in acqua fredda per evitare che scuociano. L&#8217;operazione, compatibilmente con la dimensione delle vostre dita e delle patatine è anche molto veloce. Potete calcolare 3 minuti per porzione.</p>
<p>Una volta spellate ed asciugate vanno arrostite in padella ( temperatura un poco più bassa di quella da frittura)  immerse nell&#8217;olio di oliva comune (o extravergine vecchio e ben decantato), finché non diventano dorate e croccanti fuori.</p>
<p>Per avere un&#8217; idea, circa 15 minuti. O poco meno.</p>
<p>Scolate e messe a freddare in piatto o vassoio, senza la sciocchezza della carta assorbente, perché passino dalla temperatura cratere di Sud-Est in eruzione a quella della vostra bocca, basta salare, ed è fatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Patatine Anna pudiche (vestite)</p>
<p>Dopo averle sbollentate, bastano quatto minuti in tal caso, vanno messe a rosolare intere e freddare come le impudiche.</p>
<p>Si versa nel piatto una cucchiaiata di salmoriglio (emulsione di extravergine, limone, origano secco, pochissimo aglio, sale, pepe) con poco limone, vi si adagiano le patatine tagliate a metà. Si spolvera con un pochino di altro sale.</p>
<p>Sono pudiche e un po&#8217; più ruvide, ma profumano.</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/Patata-Vestita-IMG_2800.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3299" title="Patata Vestita IMG_2800" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/Patata-Vestita-IMG_2800-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mangiare bere uomo donna</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 16:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Fortunato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cookartmagazine è un Blog magazine incentrato sulle mie personali passioni (dove “cook” sta per “convivio” e “art” va inteso nel...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cookartmagazine</strong> è un Blog magazine incentrato sulle mie personali passioni (dove “cook” sta per “convivio” e “art” va inteso nel senso più estensivo di “arti”) e sul modo di declinarle e viverle.<br />
Chi “sono”, nel senso di quello che ho “fatto”, lo troverete esaustivamente raccontato, in modo lieve e, mi si dice, piacevole, nel mio personal website  <a href="http://www.viaggioincampania.com/">www.viaggioincampania.com</a> al quale vi rimando.</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2011/07/ChiangChing.jpg"><img class="size-medium wp-image-86 alignright" title="http://earthstation1.simplenet.com" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2011/07/ChiangChing-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a></p>
<p>Nel senso “filosofico” (<em>absit iniuria verbis</em>) dell’essere… sono una che appartiene a più generazioni, a pensieri diversi, a caratteri personali diversi, una donna esuberante e malinconica assieme, una <em>métèque</em> di tutti i sud del mondo attratta dalla fascinazione letteraria dei grandi nord.<br />
Assumendo sud e nord anche come metafore sociali.</p>
<p>Questo è il mio “spazio” personale nel magazine, generalista e onnivoro, talora forse anche ondivago.</p>
<p>Ho affidato a “gente che sa” le rubriche tematiche. Tra loro, ho scelto, fior da fiore, chi intuitivamente ed empaticamente, sentivo vicino al mio “respiro”.</p>
<p>Questo spazio ha il titolo del bel film di Ang Lee, che credo racchiuda in sé quell’essenzialità dell’essere, e del vivere attitudini e passioni, che più sento mia.</p>
<p>Ogni stagione della mia vita è stata scandita dalla priorità del sentimento, dal desiderio di coltivarlo e  “nutrirlo”; dall’amore per la conoscenza, il rito, la memoria, l’identità.<br />
Ed, assieme, dalla necessità di avere sguardo e progetto sul futuro.</p>
<p>Una teoria di fascinazioni, intuizioni, lasciti di letture, viaggi, incontri, solitarie contemplazioni e riflessioni,  albergavano ed albergano in me, gonfiandosi ed infrangendosi, onda alta su imponente falesia, sui limiti della capacità tecnica ed intellettuale di veicolarle ed esprimerle.</p>
<p>In questa consapevolezza ha sede il mio valere, minimo ma raro.</p>
<p>A 12 anni leggevo<em> Le Metamorfosi </em>di Kafka, molto non capivo… ma il racconto di Gregor che si addormenta uomo e si sveglia insetto e, ancorché lasciarsi immobilizzare dallo sgomento, inizia ad industriarsi per organizzarsi la vita secondo il nuovo status, ha avuto una certa parte nella mia formazione.</p>
<p>Mi ha insegnato ad ascoltare, ad accostare in modo “semplice” ogni genere di “diversità”, ad avere piacere nel mettere assieme mondi diversi.</p>
<p>Noi ragazzi di paese del sud, quando non restiamo incatenati alle nostre piccole patrie, amiamo navigare in mari aperti.</p>
<p>Cookartmagazine è la mia caravella.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il senso di Francesco per la fusion</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 14:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jiang Qing</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Il senso di Francesco per la fusion Francesco Apreda Executive de l’Imago Hassler Hotel a Le Strade della Mozzarella...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il senso di Francesco per la fusion<a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/164.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3251" title="164" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/164-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Francesco Apreda Executive de l’Imago Hassler Hotel a Le Strade della Mozzarella 2013</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo Chef Apreda  mi perdonerà  la “familiarità” del titolo: d’altronde la familiarità degli sconosciuti è tributo alla fama.</p>
<p>Confesso, mai far finta di sapere è mio must irrinunciabile, che non lo conoscevo affatto, questo bravo chef, neanche di nome, nulla….</p>
<p>Le mie risorse non mi consentono di frequentare il restaurant dell’Hassler (Imago, si chiama..e fa un po’ Beverly Hills…) e il mio modesto rango di “magazine blogger” non mi include in alcuna categoria sempre accreditata…</p>
<p>Giornalista? No, sorry</p>
<p>Food blogger? Piuttosto Food dreamer</p>
<p>Insomma cosa? Esteta del cibo, golosa frequente…</p>
<p>Quien sabe.</p>
<p>Dunque: non era sinora capitato.</p>
<p>Veniamo al nostro sorrentino Chef Apreda,  vissuto a Formia, formato a Roma, a Londra e poi ancora a Roma, argomento più definito ed interessante.</p>
<p>Luogo: Le strade della Mozzarella, manifestazione che non smetterò mai di lodare per le possibilità di conoscenza e d’incontro che offre, a due passi da casa (mia)!</p>
<p>Ennesimo attraente laboratorio, ero li li per saltarlo,  ma l’intuito, che sia benedetto,  mi ferma.</p>
<p>Apreda non lo conoscevo ma Roberto Wirth si,  di nome, dinastia,  storia e “leggenda”, perché ho lavorato tanti anni nel Turismo, a Roma, e  l’Hassler e il suo patron nonché General Manager mi sono ben noti.</p>
<p>L’Hassler è uno di quei posti dove, le poche volte che è capitato,  fino a quando non ho raggiunto un’età “ragguardevole”, sono entrata come in un santuario, sentendomi sempre un po’ inadeguata.</p>
<p>Non per il lusso, assieme rarefatto e scintillante; già allora sapevo conformarmi in un paio di lingue… utilizzando un po’ il mestiere un po’ il birignao discreto di chi comunque ha parecchio viaggiato ed anche vissuto uno stile  di relazioni “esterne”…è che lo sentivo davvero  “oltre” le possibilità medie della mia classe sociale di appartenenza…e i soldi c’entravano relativamente.</p>
<p>Ma ho sempre invece avvertito familiare “l’human touch”  il profilo umano di Roberto Wirth,  la sua  storia di sordo profondo dalle straordinarie capacità comunicative.</p>
<p>Ora se uno come Mr Wirth  ti sceglie,  ti cura,  punta su di te.. beh vuol dire che tu vali, oltre i fornelli, vuol dire che hai quel tot in più di spazio nella testa, che sei uno pronto al viaggio.</p>
<p>Sono rimasta quindi incollata al mio “banco” alle Trabe e ben me ne ha colto!</p>
<p>Il viaggio è il filo conduttore, l’imprinting della mia vita,  del mio gusto, perciò tra tutti quei magnifici Chef che hanno riempito la tre giorni de LsdM,  questa volta scelgo Apreda.</p>
<p>Viaggiare, conoscere, scoprirsi nella diversità degli altri,  dimenticare chi sei per ritrovare la tua  essenzialità.</p>
<p>Si può mettere tutto questo in un piatto? Certo che si, se si cucina con testa e sentimento per chi mangia con testa e sentimento.</p>
<p>E se Wirth ti manda a gestire il restaurant italiano dell’Imperial di Tokyo, albergo prestigioso che ospita dieci ristoranti dedicati a cucine varie del mondo, tutti di qualità,  vuol dire che hai “anche” capacità di rigore, concentrazione, fantasia, che sai lasciarti contaminare esaltando le tue radici, la tua cultura.</p>
<p>Fusion è talora una parolaccia nella ristorazione: declinata al “basso” finisce per concretarsi in una mescla un po’ stucchevole in cui niente mantiene un segno netto suo proprio, tutto si confonde senza mescolarsi davvero.</p>
<p>Ma (esageriamo dai…) Iddio mi è testimone che la &#8220;Caprese liquida tiepida affumicata&#8221; di cui ho mangiato senza ritegno due porzioni nulla ha di “fusion” modaiolo e tutto di sapienza della contaminazione colta e cosmopolita nel senso vintage e tres chic del termine.</p>
<p>Data per detta la (mia) passione per la cucina japi (una delle migliori del mondo spesso misconosciuta, limite sushi e sashimi..) spendo tre righe per questo gran piatto presentato al Cooking show tematico de LsdM.</p>
<p>Partire da un brodo “dashi” mi pare premessa intrigante….arricchirlo con lamelle di tonno essiccato (katsuobushi)  basilico ed acqua di pomodoro (vado a memoria) sviluppo eccellente.</p>
<p>La mozzarella cotta un’ora  in sottovuoto a 40° ritrova la temperatura a cui viene lavorata</p>
<p>Mozzarella tiepida in brodo dashi : polvere di pomodoro, gelatina di basilico, chicchi di soia fresca, lamelline di katsuobushi a “finire” il piatto.</p>
<p>Ne avanza qualche porzione, vinco la mia dissimulata timidezza e alzo la mano come a scuola proponendomi per il bis.</p>
<p>E penso: c&#8217;è  un momento, nella vita di una donna,  in cui arriva quella stagione  in cui ti ritrovi, serenamente, non più ragazza ma di altra razza e, con il manicure di fresca esecuzione  e un gloss colorato trasparente  sulle labbra (le americane se ne infischiano ma io detesto l’impronta del lipstick sul calice) puoi dunque  felicemente concederti un lussuoso solitario dinner con vista a l’Imago.</p>
<p>Niente digitale per carità,  solo la vecchia cara Moleskine nera, copertina morbida.</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/166.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3252" title="166" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/166-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Di &#8220;scuola&#8221; napoletana, di mano romana, autenticamente pizza: la Gatta mangiona</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 15:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Fortunato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di “scuola” napoletana, di mano romana, autenticamente pizza: la Gatta mangiona Alla pizza, come dire, voglio bene. E’cibo “madre” elementare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/2451.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3234" title="245" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/2451-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Di “scuola” napoletana, di mano romana, autenticamente pizza: la Gatta mangiona</p>
<p>Alla pizza, come dire, voglio bene.</p>
<p>E’cibo “madre” elementare e complesso,  antico e futuro, immanente e permanente.</p>
<p>A Le Strade della Mozzarella edizione 2013 le hanno dedicato ben 3 sessioni: impasto, farcitura, cottura, chiamando  i migliori interpreti di ciascuna (o tutte..) le tematiche, equamente distribuiti tra sud centro e nord del bel paese.</p>
<p>Gli appassionati ne avranno certo letto resoconto dettagliato su più illustri blog e magazine di settore on line e “on carta” (rimando, uno per tutti senza voler fare torto a nessuno, al report della mia amica Dora Sorrentino per il Blog di Luciano Pignataro)</p>
<p>Per quanto riguarda me, abbandonata la sala laboratori, per seguire il richiamo visivo dei  bei forni (a legna per i napoletani  a gas per le pizze focaccia dei maestri pizzaioli venuti dal nord)  montati all’esterno di quella  magica scatola trasparente de Le Trabe,  mi sono imbattuta in Giancarlo Casa, interprete della pizza di scuola napoletana e patron de La Gatta Mangiona di Roma.</p>
<p>Imbattuta par hazard, ma io credo alla non casualità delle co-incidenze…</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/247.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3235" title="247" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/247-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Profumi molteplici mi hanno richiamata: quello sprigionato dall’impasto ottenuto da un mix di farina arricchita da un  15% di Solina una farina da pane abruzzese ottenuta da grano tenero coltivato nei comuni montani prevalentemente della provincia de L’Aquila, molto resistente al freddo, un grano che viene fatto discendere dall’antico “siligo” di cui parla Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia e da cui si ricavava un pane eccellente..(24 ore di lievitazione per la massa, 7/8 ore per i panetti , temperatura ambiente)</p>
<p>Quello, intenso, dei pomodori datterini siculi, sbollentati spellati, spaccati in due e “preservati” da una cottura confit  di 2 ore (sale zucchero, aglio, timo il condimento)</p>
<p>Il profumo “dolcemente” erbaceo dei bocconcini di bufala campana della piana di Paestum</p>
<p>Il profumo di  un trionfo colorato di fiori eduli (commestibili) assieme memoria delle roselline bianche selvatiche della mia cilentana casa natia ( li mangiavo dopo averli a lungo annusati senza sapere se fossero o meno eduli, d’istinto diciamo) e conferma di una primavera a lungo desiderata, che il nostro “Gatto sorridente” posizionava, assieme ad una mescla di misticanza, sulla pizza sapientemente cotta.</p>
<p>Questa è la “Pizza di Igles” (il maestro Chef Igles Corelli) mi dice il Gatto pizzaiolo Giancarlo, “è lui ad avermi suggerito idea e scelta dei fiori, qualità e caratteristiche di ciascuno…”</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/248.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3236" title="248" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/248-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Sono davvero incantata e prometto (minaccio?) una visita a La Gatta Mangiona che, altra co-incidenza è a venti metri dalla casa romana in cui ho vissuto tredici anni…</p>
<p>Mi viene promesso, previo  avviso di un paio di giorni, un percorso degustativo che include supplì e fritti….altri “prodotti” di punta di questa pizzeria trattoria di quartiere che ha fatto della qualità dei prodotti e della varietà dell’offerta un must.</p>
<p>Intuitivamente ho recepito un’autenticità in questa persona, un aderire all’idea antica del suo mestiere.</p>
<p>Ad una “vintage” un po’ passee  come me (un po’ snob? Si …so what, e allora?) non poteva non piacere</p>
<p>Infine, per ultimo ma non ultimo: ne ho amati tanti, ma in casa ho avuto solo gatte femmine….</p>
<p><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/249.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3237" title="249" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/249-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/250.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3238" title="250" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/250-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A cena con gli Ottomani</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 18:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jiang Qing</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; A cena con gli Ottomani Roma – 20 maggio 2013 – ore 17 Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<h1><a title="A Cena con gli Ottomani" rel="home" href="http://www.antrocom.org/cenaottomani/"></a></h1>
<div><small></small>&nbsp;</p>
<div>
<h1><strong>A cena con gli Ottomani<a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/web-mercato_ottomano2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3219" title="web-mercato_ottomano" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/web-mercato_ottomano2.jpg" alt="" width="450" height="335" /></a></strong></h1>
<p>Roma – 20 maggio 2013 – ore 17<br />
Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’<br />
Via Merulana, 248</p>
<p>Che cos’è <strong>A Cena con gli Ottomani</strong>? Una mostra, un convegno o un banchetto storico? “A cena con gli Ottomani” è tutto questo e ancora di più, è un evento esclusivo che racchiude in se la volontà di sottolineare l’importanza della Turchia come terra che ha fatto da <strong>ponte tra Europa e Asia</strong>, influenzando la storia e la gastronomia delle popolazioni che hanno attraversato i suoi confini geografici e culturali, in un arricchimento che è sempre stato reciproco.</p>
<p>La cultura alimentare ottomana può rendere bene il passaggio di un territorio, dal Medioevo all’età moderna, crocevia di culture e civiltà che hanno contribuito a plasmare l’identità europea, raccontandoci chi siamo stati e dove stiamo andando: una storia di <strong>meticciati culturali e alimentari</strong> ancora in corso.</p>
<p>Così, partendo dal libro di Maria Pia Pedani <a title="La grande cucina ottomana - Una storia di gusto e di cultura" href="http://www.mulino.it/edizioni/primopiano/scheda_primopiano.php?vista=scheda&amp;ISBNART=24041" target="_blank">La grande cucina ottomana. Una storia di gusto e di cultura</a>, per le Edizioni del Mulino, ha preso vita una ricostruzione della tavola e dell’aspetto sociale del cibo in Turchia, lasciando agli ospiti la possibilità non solo di assaggiare le pietanze di questo periodo storico ma anche di <strong>conoscere una gastronomia che seppe recepire l’influsso di altre civiltà e altri gusti</strong>, appropriandosene e creando delle commistioni nuove e originali.</p>
<p>Ricreare una cucina storica implica, per forza di cose, ricreare anche il suo contesto culturale: ecco perchè si è deciso di introdurre la <strong>degustazione del banchetto prima da un piccolo convegno dedicato alla cucina Ottomana e poi da una visita guidata al Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’</strong> dove saranno esposte, in esclusiva per questo evento, delle collezioni ottomane.</p>
<p>Per immergersi ancora di più nelle atmosfere della Turchia Ottomana abbiamo deciso di <strong>regalare a tutti i nostri ospiti una pubblicazione con alcuni approfondimenti tematici</strong> sulla gastronomia storica e le ricette del menu della serata, curato dall’Ambasciata della Repubblica di Turchia in Italia. Una delle ricette, presenti al banchetto storico, sarà la vincitrice del <a title="Il contest" href="http://www.antrocom.org/cenaottomani/?page_id=43">contest gastronomico</a> per food blogger “A cena con gli Ottomani”.</p>
<p>Cultura, arte e cucina sono le protagoniste di “A cena con gli Ottomani”!</p>
<p>E’ possibile prenotarsi tramite <a title="A cena con gli Ottomani via Eventbrite" href="http://acenacongliottomani-efbevent.eventbrite.it/" target="_blank">EventBrite</a> (il biglietto di 25 euro comprende la visita alla mostra, la partecipazione al convegno e la cena)</p>
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		<title>Tutte le Strade della Mozzarella portano alle Trabe</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 16:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jiang Qing</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>

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		<description><![CDATA[PAESTUM    6/8 Maggio     Le Trabe Edizione 2013    de &#160; LE STRADE DELLA MOZZARELLA: GRANDI NOMI DELL’ALTA...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>PAESTUM    6/8 Maggio     Le Trabe</div>
<div>Edizione 2013    de</div>
<div><a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/logo_lsdm_newsletter3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3204" title="logo_lsdm_newsletter" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/05/logo_lsdm_newsletter3.jpg" alt="" width="540" height="100" /></a>&nbsp;</p>
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<h2>LE STRADE DELLA MOZZARELLA:  GRANDI NOMI DELL’ALTA RISTORAZIONE INTERPRETANO I PRODOTTI DI PREGIO A PAESTUM DAL 6 ALL’8 MAGGIO</h2>
<p>Cuochi d’alta ristorazione italiana, fra i più conosciuti e seguiti, prodotti del Bel Paese, fra i migliori, frutto di filiere di qualità, sono protagonisti anche quest’anno del congresso enogastronomico Le Strade della Mozzarella in programma a Paestum dal 6 all’8 maggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Appuntamento consolidato per addetti ai lavori ed appassionati del mangiare e bere bene sostenuto dal Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana dop, si propone di promuovere il lavoro di chef stellati o emergenti, di prodotti famosi o ancora sconosciuti per riconoscerne non solo il valore simbolico di ambasciatori della cultura italiana, ma soprattutto la capacità di creare reddito, posti di lavoro, circuiti economici che alimentano valore aggiunto per persone e territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La tre giorni che si svolgerà negli ambienti curati ed accoglienti del Ristorante Le Trabe prevede, per ogni giornata,  una long session di interventi che a partire da mezzogiorno si articolerà in vari momenti fino alla tarda serata. Contribuiranno a condurre il dibattito sul tema prestigiose firme del giornalismo e della critica gastronomica come  Fausto Arrighi, Francesco Aiello, Clara Barra, Marco Bolasco, Maurizio Cortese, Eleonora Cozzella, Luigi Cremona, Tommaso Esposito, Fiammetta Fadda,  Paolo Marchi, Luciano Pignataro, Luciana Squadrilli ed Enzo Vizzari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Apre, lunedì 6 maggio,  il pluristellato Massimo Bottura,  impegnato da sempre nel difendere e valorizzare il nuovo ruolo degli chef  da considerare  “ambasciatori di prodotti e di territorio e non più semplici bruciapadelle”.</p>
<p>Segue Ciccio Sultano, espressione affermata della cucina mediterranea. Chiude il primo tris Antonino Cannavacciuolo protagonista come chef-trainer nella versione italiana del format americano Cucine da Incubo tra qualche settimana in onda su Sky.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel pomeriggio poker di cuochi aperto da Ilario Vinciguerra interprete della fusion  nord- sud di sapori e ingredienti; seguono Fabio Pisani chef che insieme ad Alessandro Negrini ha raccolto il testimone di Aimo Moroni;  Francesco Sposito che ha investito il suo talento in un piccolo centro della provincia campana e Cristina Bowerman che invece ha scelto di esprimerlo a Roma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alle 20.00 apre la serata il tradizionale appuntamento curato dal giornalista Luciano Pignataro “Looking for White” Laboratorio – ricerca del miglior abbinamento tra i vini Fiano del Cilento d’annata e la Mozzarella di bufala Campana dop.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alle 21.00  15  giovani cuochi che lavorano in regioni del Centro e del Sud Italia animano un confronto a più voci sul tema “I trentenni  generazione perduta o una risorsa per i Paese?” Ne parlano: Luca Abbruzzino, Mirko Balzano, Roy Caceres, Davide del Duca, Nicola Fossaceca, Matteo Iannaccone, Giuseppe Iannotti, Sebastiano Lombardi, Luciano Monosilio, Michele Rotondo, Mattia Spadone, Arcangelo e  Tinari, Pascal Tinari, Cristian Torsello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Martedì 7 maggio apre Pino Cuttaia interprete della fusion oriente-occidente; a seguire l’intervento di Andrea Berton allievo di Gualtiero Marchesi.</p>
<p>Segue  Heinz Beck, tristellato chef che declina nella sua cucina la passione per gli ingredienti mediterranei con il rigore delle sue origini nordiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricco il menu del pomeriggio con 5 chef che in cucina lavorano con toni diversi:   Salvatore Tassa che ha il merito di re-interpretare in maniera elegante i piatti della cucina contadina; con Niko Romito che punta sulla concentrazione del gusto; mentre Francesco Apreda è impegnato a far conoscere i sapori made in Italy ad un pubblico internazionale. Diversissimo invece l’approccio di Vitantonio Lombardo che ai fornelli valorizza i piatti dei riti e delle feste dell’entroterra contadino, chiude la cinquina,   Attilio Marrazzo giovane di origini pestane che ha guadagnato una stella Michelin nel suo ristorante parigino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In serata intervento di Gennaro Esposito consolidato interprete delle materie prime e  della cucina classica mediterranea.</p>
<p>In chiusura lab-abbinamento fra birre artigianali italiane e mozzarella di bufala campana dop curato da Paolo Mazzola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoledì 8 maggio in apertura di giornata gli interventi con un grande laboratorio che da Nord a Sud ci racconta la cucina semplice, curata e di qualità degli chef Arcangelo Dandini, Vittorio Fusari, e Pasquale Torrente. Chiude la mattinata Piergiorgio Parini talentuoso giovane chef romagnolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel pomeriggio gran finale dedicato alla pizza in tre sessioni:</p>
<p>l’impasto raccontato, spiegato ed interpretato da Franco Pepe, Renato Bosco, Beniamino Bilali, Gianfranco Iervolino; la farcitura interpretata, spiegata ed interpretata da Enzo Coccia, Simone Padoan, Ciro Salvo, Lello Ravagnan, Corrado Assenza; la cottura spiegata da Giancarlo Casa, Massimo Giovannini, Stefano Callegari, Francesco e Salvatore Salvo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In serata l’abbinamento enologico più atteso dell’anno con la Mozzarella di Bufala Campana e lo Champagne con tre magnifiche etichette di Bruno Paillard degustate insieme a Chiara Giovoni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Approfondimento poi sulla Pasta Napoletana, simbolo del made in italy, con un dibattito incentrato sulla Cultura e le tradizioni che  si intrecciano in un percorso lungo secoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiusura con tanti grandi chef che saluteranno gli ospiti e daranno appuntamento al prossimo anno. Partirà il racconto di tanti territori descritti da Paolo Barrale, Giuseppe Daddio, Agostino Iacobucci, Renato Martino, Alessandra Mazzoni, Fabio Pesciccio, Antonio Pisaniello, Maria Rina, Pietro Rispoli, Frank Rizzuti, Giuseppe Stanzione, Marianna Vitale, Raffaele Vitale ed il toscano “cicciaio”  Simone Fracassi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lunghe ed intense le sessioni di lavoro,  momento essenziale per quanti desiderano approfondire e contribuire al tema del “fare rete” tra l’agricoltura di qualità, i professionisti della ristorazione, il mondo della comunicazione, i territori. Provando a tracciare una proposta organica per ripartire dall’agricoltura e dal turismo con gli chef che rappresentano la voce di un settore ricco di idee e vitalità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’evento è realizzato con il coordinamento del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, Il Ministero delle Politiche Agricole commissario ad acta ex Agensud, il Consorzio del Pomodoro San Marzano, la collaborazione di AICIG.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Partner dell’iniziativa di Mulino Quaglia, Acqua Ferrarelle, Pastificio Leonessa, Azienda Agricola San Salvatore, Savoy Beach Hotel ed Oleandri Resort. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>I momenti enoici sono supportati dall’Ais Cilento, le degustazioni di Mozzarella di Bufala sono organizzate insieme all’Onaf, gli approfondimenti dedicati all’Olio Extravergine d’Oliva sono favoriti da Oleum</strong></p>
<p><strong> </strong><strong><a href="http://www.lestradedellamozzarella.it/">www.lestradedellamozzarella.it</a></strong></p>
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		<title>Habemus Pappam</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 12:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jiang Qing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Habemus Pappam Villa Domi /Napoli   Lunedì 29 Aprile h 20.30 HABEMUS PAPPAM La cucina romana tra strada e triclinio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Habemus Pappam<a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/04/copertina-Pappam1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3185" title="copertina-Pappam" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/04/copertina-Pappam1.jpg" alt="" width="1023" height="377" /></a></p>
<p>Villa Domi /Napoli   Lunedì 29 Aprile h 20.30</p>
<p>HABEMUS PAPPAM</p>
<p>La cucina romana tra strada e triclinio (passando per Giudei e Papa Re)</p>
<p>Un’idea di Raffaella Fortunato con Giustino Catalano</p>
<p>Arcangelo Dandini, Dario Tornatore, Daniele Usai interpretano a sei mani  la cucina romana, dai banchi del mercato ai banchetti degli Imperatori,  tra strada e “triclinio”, Giudei  e Papa Re, classicità, tradizione, innovazione,  creatività</p>
<p>Lo scenario  da gouache della settecentesca Villa Domi,  ambiente perfetto di “Otium” affacciato sulla vista sontuosa del Golfo di Napoli,   è il palcoscenico che vedrà svolgersi il racconto di questo itinerario del gusto.</p>
<p>Wine speaker   Claudio Bronzi</p>
<p>MENU</p>
<p>Entrées</p>
<p>** Arcangelo Dandini : Supplizio supplì di riso, crocchetta di patata affumicata crema fritta con mescola di pecorino, zucchero di canna e cannella (dedicato a Bartolomeo Scappi)</p>
<p>Bellone 2011   AZ. “I Pampini”</p>
<p>** Dario Tornatore   Mousse di quinto quarto</p>
<p>Passerina del Frusinate Igt spumantizzata  Az.Benedetto Lombardi</p>
<p>**Dario Tornatore  Flan di carciofi alla romana su fonduta di pecorino stagionato</p>
<p>Passerina del Frusinate Igt spumantizzata  Az. Benedetto Lombardi</p>
<p>°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°</p>
<p>** Daniele Usai        Agnolotto al baccalà, spuma di carbonara e guanciale croccante</p>
<p>Colle Gaio 1996   Az. Casal Pilozzo</p>
<p>°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°</p>
<p>**  Arcangelo Dandini  Animelle di gola di vitello burro e salvia pane olive e liquirizia</p>
<p>Hernicus 2010  Cesanese del Piglio ( Affile) Az. Coletti Conti</p>
<p>** Dario Tornatore        Maialino in crosta ripieno di broccoletti di Anguillara e mele della Sabina</p>
<p>Cesanese del Piglio  Az. Benedetto Lombardi</p>
<p>** Daniele Usai              Coscio di agnello coratella carciofi e menta</p>
<p>San Cristiano  1994  Az Casal Pilozzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dessert</p>
<p>Dario Tornatore    Crema di ricotta romana dop e “giglietti” di Palestrina</p>
<p>Daniele Usai         Sbriciolata di chiodi di garofano ricotta e visciole</p>
<p>Arcangelo Dandini      Cioccolato bianco, olio evo, capperi</p>
<p>Costo della cena : € 65,00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Info e prenotazioni  :  Raffaella Fortunato Mobile 335 8420167</p>
<p>E mail rafort@libero.it</p>
<p>Prenotazioni : Villa Domi  ph 081 5922233   Mr. Marcello Messuri</p>
<p>I</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CULINARIA: Il Gusto dell&#8217;Identità</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 13:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jiang Qing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>

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		<description><![CDATA[A ROMA, DAL 16 AL 18 MARZO, PRESSO IL MERCATO RIONALE DEL QUARTIERE STORICO DELLA GARBATELLA CULINARIA: I GRANDI CHEF...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> <a href="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/03/image007.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3176" title="image007" src="http://www.cookartmagazine.com/wp-content/uploads/2013/03/image007.jpg" alt="" width="214" height="50" /></a></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p><em> </em><em> </em><strong><span style="font-size: small;">A ROMA, DAL 16 AL 18 MARZO, PRESSO IL MERCATO RIONALE </span></strong><strong><span style="font-size: small;">DEL QUARTIERE STORICO DELLA GARBATELLA</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Times New Roman;"><strong>C</strong><strong>ULINARI</strong><strong>A:</strong></span><strong> I GRANDI CHEF IN SCENA</strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><strong>IN UN MERCATO  DI ECCELLENZE SENZA CONFINI</strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><strong><span style="font-size: small;">TRE GIORNATE PER RACCONTARE LE RADICI DELLA RIVOLUZIONE A TAVOLA</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p>L’ottava edizione di <strong>Culinaria, Il Gusto dell’Identità</strong>, promette di essere un momento imperdibile per gli appassionati e i semplici curiosi che dal <strong>16 al 18 marzo</strong>, nella nuova sede del mercato rionale coperto del quartiere storico della Garbatella, in via Passino, potranno immergersi in un’esperienza all’insegna del gusto e della cucina top level. Il tutto muovendosi in un allestimento che richiama, tra pallets e banchi, il mercato, tema centrale dell’edizione 2013. 2500 metri quadrati allestiti con una scenografia curata nei minimi dettagli per un mercato unico nel suo genere dove lo street food si fonde all’alta cucina, la tradizione incontra la tecnologia più avanzata.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span>“<em>Abbiamo scelto il mercato</em> – spiega <strong>Barbara Pescatori</strong>, del team organizzativo dell’evento <em>– in quanto luogo dove il consumatore entra in contatto con i prodotti, elemento essenziale dell’alimentazione. Ma anche come crocevia di culture e di esperienze, sede di confronto tra diverse tradizioni, punto di partenza essenziale per ispirare le tecniche della cucina moderna</em>”.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span>Tra gli scopi di <strong>Culinaria</strong>, c’è da sempre infatti quello di divulgare i principi di una corretta alimentazione e di un equilibrato rapporto con il cibo. E gli chef, in tal senso, hanno una funzione di ideale <em>trait d’union </em>tra il pubblico e i prodotti di eccellenza.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span>“<em>Il cuoco ha a tutti gli effetti un ruolo quasi di mediazione tra chi mangia e ciò che viene mangiato</em> – racconta <strong>Francesco Pesce</strong>, chef e anima operativa dell’organizzazione – <em>possiamo dire che Culinaria utilizza la fama e l’indiscutibile tecnica e abilità degli chef partecipanti proprio per spiegare la fondamentale importanza del prodotto. Da qui</em> – conclude Pesce &#8211; <em>deriva appunto la scelta del mercato in quanto luogo da riscoprire, da frequentare, da amare</em>”.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span>Grande attesa quindi per <strong>Culinaria 2013</strong> che promette ai visitatori le <em>perfomances</em> di circa <strong>40 chef</strong> e la possibilità di degustare piatti e prodotti da ricordare.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><strong>CULINARIA</strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><em>Mercato rionale della Garbatella &#8211; via Francesco Passino &#8211; Roma</em></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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