
Può sembrare strano immaginare cosa si agiti nella mente di un collezionista. Strano e difficile perché apparentemente il collezionista è una persona normale, due braccia, due gambe,una testa….due occhi e due orecchie sempre vigili e attenti per captare ogni nuova informazione che vada sempre nella stessa direzione : trovare nuovi pezzi per la collezione.
Spesso il collezionista ripete gesti, compie azioni, compone fantasie un po’ ripetitive…
Il mercatino la domenica, la ricerca affannosa, la contrattazione, l’acquisto, l’esposizione in bella mostra e con una bella luce dell’oggetto tanto desiderato ed infine posseduto.
Egli compie dei riti, s’incanta e s’industria, soffre quando passano settimane senza che nuovi obiettivi appaiano all’orizzonte. Ma è la sofferenza godereccia dell’attesa, quella che ci fa preferire il sabato alla domenica ; sono giorni di ricerca e di studio e fanno anch’essi parte della collezione nonostante non li si possa esporre con gli altri oggetti.
Questa vocazione un po’ maniacale in certi momenti sfiora la patologia ; le persone normali scuotono la testa e non capiscono…
Per loro i collezionisti sono degli aridi che danno più importanza ad oggetti inanimati che alle persone stesse.
A prescindere che a volte le persone, certe persone, sono molto meno piacevoli dei volti di certe statuette pubblicitarie, peraltro mute e colorate, la realtà è profondamente diversa.
Il delirio, se di delirio dobbiamo parlare, di ogni collezionista, è quello del possesso, quello di avere la “serie completa”, quello di scovare tutte le varianti emesse, prodotte, di quel particolare oggetto.
Quando decisero di creare la più grande fiera dell’antiquariato e del modernariato di tutta Europa è a questo tipo di collezionista che pensarono gli organizzatori del “Mercante in fiera” di Parma.
Una kermesse super specializzata in due edizioni annue che riempie quattro padiglioni dispersi nella brughiera della piatta pianura padana che rispondono al nome di “Fiere di Parma”, visibili dall’autostrada e facilmente raggiungibili.
In pochi anni è diventato un appuntamento imperdibile per gli amanti del settore, una vetrina eccezionale guardando la quale non tutti riescono a mantenere l’equilibrio e la sanità mentale.
Infatti il sottoscritto dopo esserci andato una sola volta, ad una delle prime edizioni, non ci è più tornato.
Ho dei parenti nelle vicinanze e quella domenica mia moglie mi lasciò all’ingresso della fiera guardandomi con commiserazione e raccomandandosi di spendere poco….
Decisi d’iniziare dai due padiglioni dedicati all’antiquariato, centinaia d’espositori da tutta Europa, migliaia di oggetti e arredi, alcuni veramente orribili altri sensazionali.
Luigi XVI ed arredi navali, la splendida art-decò ed il bauhaus : per essere esperti d’antiquariato bisogna essere dei professori di storia, non basta la passione estetica per riconoscere gli stili, individuare le provenienze, i materiali.
Anche gli sguardi dei visitatori rispecchiano questa tipologia di collezionista : uno studioso (o un mercante),la luce che illumina i loro occhi è melliflua, non brilla d’eccitazione infantile ma sono sicuro che anche dentro i loro corpi scorre un fiume d’adrenalina che li spinge a vagare tra gli stands indecisi se e cosa comprare.
L’antiquariato è la passione di chi sa cosa cerca perché esistono cataloghi, libri, manuali per riconoscere il vero dal falso, per distinguere gli stili e le epoche.
Il modernariato ancora non è così codificato, è un terreno vergine, un mondo inesplorato..ed è lì che mi dirigo con gli occhi gonfi di splendidi tappeti orientali e raffinati mobili in bambù di provenienza cinese.
L’impatto visivo con il capannone del modernariato è stravolgente, un vero pugno nello stomaco ; l’America la fa da padrona.
Si susseguono flippers e juke box, vecchie ghiacciaie rosse con il logo della Coca Cola e pompe di benzina della Texaco, un miscuglio di colori pastello e luci occhieggianti dalle insegne in neon piegato di birre canadesi.
Le radio occupano uno spazio enorme, gonfio di collezionisti vocianti che cercano pezzi di ricambio e modelli rarissimi che solo qui si possono trovare.
Stands meravigliosi riproducono interi locali arredati e corredati con tutti materiali anni ’50, dalle pubblicità affisse ai muri ai sifoni di seltz, ai bicchieri, alle tazzine….
I battiti cardiaci sono ormai fuori controllo e comincio a non capirci più nulla : cosa stavo cercando? Questa è la fase più pericolosa, comprerei tutto, quello splendido ventilatore della Marelli oppure quel mappamondo inglese con i confini fissati a prima della grande guerra…ma no !
Ce la devo fare, ho visto la statuetta del Liquore Galliano e non me la faccio scappare ; l’espositore subito accanto s’incuriosisce e mi propone la statuetta della bevanda Pack Soda…mia !
E i soldi ? Finiti, devo trovare un bancomat e mentre lo cerco entra nel mio campo visivo una statuetta della Crodo, deve essere mia, la prego, me la tenga, corro a fare il prelievo, torno indietro, pago e ritiro.
E sono tre !
Prima di venire a questa fiera per trovarne tre dovevo aspettare sei mesi ad avere fortuna !
Mi sento leggero, potrei cominciare a volare sugli stand come un grosso insetto, ronzare tra gli oggetti fino ad individuarne di nuovi..ed ecco la statuina del Liquore Strega, abbastanza rara ed in ottime condizioni, costa tanto, mi porta via tutti i soldi che ho, che faccio ?
Nel frattempo mi chiama mia moglie per ricordarmi che il pranzo dai parenti è praticamente in tavola…e chi ci pensava più ? Ero immerso fino al collo nel pozzo di San Patrizio, annullata la cognizione spazio temporale, va bene, la compro, dannazione !
Speriamo che mia moglie abbia i soldi per il pedaggio dell’autostrada….
E’ davvero difficile immaginare cosa si agiti nella mente di un collezionista, quanto il dèmone del possesso lo ottenebri, fino a che punto egli possa spingersi……ecco perché a visitare certe fiere è meglio non andare, limitarsi ai mercatini ti riporta ad una dimensione ludica e leggera della tua passione, non la sporca di consumismo sfrenato e irrazionale.
Epperò……..








Un vero Grande!!! RIPETO: MI PIACE COME SCRIVI!!! Ti prego scrivi un libro….!!!
Ripeto: mi piace come scrivi!!! a quando un libro???
Forse quando io mi offrirò se non come editore almeno come “editor”:)
JQ
Conosco quello stato d’animo, quella vampata di calore che sconfina come niente dal regno dell’emozione a quello della malattia, quella perdita di contatto con la realtà (soprattutto economica) davanti agli oggetti del desiderio, che per me sono….le scarpe!!!
)
Rob, come sempre (e da sempre) scrivi da Grande.
Anch’io aspetto il “Libro”
cavolo, statuine delle marche! è questo che collezioni? neanche sapevo che esistessero. sono una meraviglia. Mi piacerebbe vedere anche le altre.
Vecchio mio, … sono anni che leggo i tuoi preventivi, relazioni, programmi, mail di lavoro, lettere arrabbiate a Clienti insolventi o fornitori “furbetti”…
Finalmente qualcosa di davvero ameno che mi aiuti a ricordare che non solo scrivi davvero bene ma anche che quando vuoi sai essere davvero simpatico!
Grazie di esistere, ti voglio bene!
Grande Roberto, oltre che aver descritto perfettamente la tua emozione sei anche un sacco divertente, mi piacerebbe andare per mercatini con te io sono una grande frequentatrice di mercati delle pulci……ma poi tua moglie li aveva i soldi per l’autostrada???