Ci sono molti modi per mangiare pesce e ci sono altrettanti modi di vivere una città di mare.
Se vi trovate sulla costa adriatica e sperimentate paesaggi e tramonti diversi dai nostri, quelli tirrenici, probabilmente anche il vostro immaginario culinario avrà voglia di sperimentare.
La sera, in una città di mare, l’invito a cena è quasi una formalità. Già sai, già ti immagini a sorseggiare del vino bianco in attesa di una grigliata di pescato del giorno. Eppure, se riesci a mettere da parte la tua proiezione e le tue aspettative estive da isolotto greco, potrai stupirti e concederti una cena di mare senza vista sul mare, senza spiaggia, senza riflessi.
A Pescara, a viale Regina Elena, in un ristorante che prende il nome dalla strada stessa, potrete concedervi una serata dove il mare fa da sottofondo e non da scenario.
Poco distante dal lungomare, il Ristorante Regina Elena vi invita a fermarvi, senza badare all’assenza dell’Adriatico, perché saprà come farvelo assaporare. Elegante e sobrio, la cura nell’arredamento e per i dettagli non passa inosservata. L’illuminazione discreta e soffusa si rincorre tra le onde bianche del soffitto e l’alternanza dei tavoli quadrati e rotondi della sala interna. Tutt’intorno vetrate e drappeggi che riportano al viale alberato esterno e concedono momenti di privacy dal passeggio serale.
Il servizio attento, ma non invadente, immediatamente cerca di rendere familiare un ambiente che al primo impatto potrebbe non sembrare accogliente. Nessun particolare è lasciato a se stesso, il personale di sala, e il Direttore Gianni Olivieri, sapranno immediatamente fornirvi le chiavi per rilassarvi e concedervi questo momento.
Per iniziare un flûte di rosé accompagna la lettura attenta del menù. Per i signori il menù riporterà anche i prezzi, per le signore si è scelta la versione “carta bianca”, a sottolineare che il gentil sesso non può metter mano al portafogli o, semplicemente, soddisfare una curiosità. Le proposte sono varie e articolate: si va dal “menu easy” al “menu top” passando per il “classic”, oppure si può optare per la scelta delle portate alla carta. Gli antipasti si dividono in “crudi”, “le tiepide” e “i caldi”. A seguire la classica sequenza di primi, secondi e dolci. Le proposte sono varie e rispettano sia i palati classici che quelli pronti a sperimentare. Non mancano gli accostamenti agro-dolce e le proposte di nouvelle cuisine.
La carta dei vini è ben fornita e si divide in “Spumanti, Champagne e vini da dessert”, “Vini Abruzzesi” e “Vini nazionali e internazionali”. Per onorare la terra ospite la scelta è ricaduta su un Tullum Doc Passerina di Feudo Antico, ottimo vino, dal colore oro e dal sapore fresco e fruttato.
Ad aprire le danze culinarie sono state una tartare di triglia e una seppiolna al tegame con patate fondenti e carciofi. La scelta del coperto non mette in secondo piano la portata, ma facendo perno sulla semplicità, permette all’attenzione e ai sensi di concentrarsi esclusivamente sui sapori. La tartare fresca e delicata, la seppiolina dal sapore più deciso e robusto hanno offerto prova della versatilità della cucina.
I primi, dal risotto alla zuppa, dalla pasta fatta in casa all’accostamento del pesce con sapori poveri come cipolla e pane, risultano ben calibrati negli accostamenti e nelle suggestioni che riescono a dare alla mente non ancora decisa nella scelta. Il palato ed il disio spingono in due direzioni opposte, ma complementari: una, più classica con mezzemaniche agli scampi con pomodorino fresco e pagliuzze di melanzane, l’altra più tradizionale con zuppa di ceci sultano con sagnette e frutti di mare.
Anche queste portate confermano le impressioni degli antipasti: la complementarità dei sapori e dei colori soddisfano i palati più diversi. Il primo di pesce più delicato e asciutto avvicinato decisamente dalla forchetta e quello più deciso, corposo e caldo raccolto delicatamente dal cucchiaio. Due modi per mangiare pasta, due modi per abbinare pesce.
L’occhio attento e vigile del personale di sala non fa mai mancare il vino dal calice ed il Passerina, anche se meglio si adattava alle portate più classiche e delicate, non ha lasciato vuota la direzione dell’orchestra dei sapori più decisi.
Il vino ha concluso e scandito gli ultimi momenti della cena, accompgnati anche dalla piccola pasticceria offertaci dalla casa.Coccolata e rilassata la cena ha saputo mantenere la promessa di dedicare del tempo a se stessi, alle parole, alle narrazioni e al gusto. Concedersi di demandare ad altri la cura di sé, del proprio tempo e dei propri gusti è un lusso che spesso non ci permettiamo e che non tutti permettono. Al Ristorante Regina
Elena tutto questo è possibile senza dover scendere a patti col proprio immaginario di mare e col proprio palato.
Ristorante Regina Elena,
Viale Regina Elena, 38
65100 – Pescara (PE) Italia
tel: 085.4429838
www.ristorantereginaelena.it









