Le parole del cibo come arma di seduzione…
Sinceramente, se mi proponessi di sedurre un uomo con un piatto, eviterei una preparazione così ricca e corposa, propedeutica, per quello che mi riguarda personalmente, più ad un molle accasciarsi su un divano che ad una vivace performance amorosa…
Ma, di certo, sfrigolando un leggero sughetto di profumati pomodorini del Vesuvio arricchito da altrettanto profumate foglie di basilico a foglie piccole, gli leggerei, “cucchiarella” di legno in mano e occhialetti neri, questa pagina tratta da uno dei miei libri di cucina preferiti:
Le ricette immorali dello scrittore catalano Manuel Vasquez Montalban.
“Se non si trattasse di magia, ma dico magia vera e propria, inspiegabile, direi che si tratta di magia, ed é questo che dico.
Baccalà morto stecchito, resuscitato dall’acqua e trasformato a un tratto in materia malleabile, come il marmo nelle mani di Michelangelo o l’argilla in quelle di un vasaio di Guadix. E’ magia che il baccalà morto stecchito diventi materia che ha creato ilo proprio paesaggio di salsa bianca e cremosa come un latte fondamentale e solido.
Due corpi che mangiano insieme il “baccalà al pil pil” dalla stessa pentola diventano per forza vasi comunicanti perché tra essi prende il sopravvento la comunicazione della materia-linguaggio, il pil pil, lingua, fatti, cose che si ascoltano dallo stesso centro dell’esperienza condivisa.
Così parlò Zarathustra.
Ma io mi limito a dire che questo é il piatto re dei mari e dei letti, vale a dire il piatto re di tutte le navigazioni, e che vivere non é necessario, ma navigare sì”
Ingredienti per 4 persone:
8 pezzi di baccalà
1/2 lt di olio d’oliva
4 spicchi d’aglio
2 peperoncini piccanti piccoli
Preparazione:
Si tiene il baccalà a bagno per circa 24 ore, cambiando l’acqua ogni 8 ore. Si accerta che la dissalatura sia al punto giusto. Se così é, si toglie il baccalà dall’acqua e lo si fa sgocciolare, si squama e si tolgono le spine. Si mette sul fuoco una pentola di terracotta con l’olio, i peperoncini e l’aglio. Si mettono da parte il peperoncino e l’aglio quando saranno imbionditi, e si mette in quella stessa pentola il baccalà con la pelle. Se il baccalà é di buona qualità basteranno 15 minuti di cottura. In seguito si leva l’olio e si comincia a lavorare il baccalà, imprimendo alla pentola movimenti circolari e ondulatori, e nel frattempo, si aggiunge a poco a poco l’olio, lo stesso che prima é stato messo da parte, sino ad ottenere una salsa densa. Si orna con gli spicchi d’aglio adoperati all’inizio e con i peperoncini tagliati a rondelle”.
N.d.R. “pil pil” é, o dovrebbe essere, il suono che fa il baccalà durante la cottura…









Pin pin, come o ragù del portiere Edoardo che pepia… Pin, pin, pip, pip, pip… Piccole magie dell’onomatopeia
Pippeia…in lingua napoletana, ‘O raù.
J.Q.