2 Responses

  1. antonio Cacciola
    antonio Cacciola
    6 giugno 2012 at 17:25 | Reply

    Sono fatto come sono fatto. E mentre pensavo fosse in attesa di revisione questo pezzo tutto di un fiato lo stavo sistemando, con la mia solita mania di limare e cartavetrare a triplo 0, col rischio di caramellare o marsalare la freschezza della prima stesura.
    Grazie Raffaella Fortunato per avermi anticipato. È emozionante scrivere per la vostra rivista.
    Forse sbaglio ma trovo “perfetta” questa nota.
    Una piccola correzione soltanto a tutela della mia vanità.
    Ho controllato una data. Quella della Guerra di Corea.
    25 giugno 1950 – 27 luglio 1953
    Quando inizio non ero stato nemmeno concepito.
    Ricordo però che mio padre, che evidentemente mi trattò sempre da grande, me ne parlava, come mi parlava degli esperimenti atomici. Comunque è evidente che non posso averne sentito parlare al radiogiornale.
    Quindi in nota in quel punto la correggerei così:
    “E così via di ricordo, in immagini, in evocazioni: gioco di bambino quando la radio aveva già smesso da tempo di darne notizie, ma mio padre parlava ancora di terrore atomico ai tempi della guerra di Corea, ma era d’estate, mangiavo albicocche. I funghi di fumo rosso erano lontanissimi, a Bikini, io li guardavo stupito, non atterrito, sulla Rassegna Enciclopedica Labor”
    Antonio.

  2. Jiang Qing
    Jiang Qing
    8 giugno 2012 at 11:38 | Reply

    Testo e nota senza soluzione di continuità…vanità preservata, direi.
    O no?
    J.Q.

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