9 Responses

  1. Gabriella Cinelli
    Gabriella Cinelli
    7 gennaio 2014 at 19:09 | Reply

    Come sempre un’analisi attenta dall’antropologia all’archeogastronomia …..grazie Lucia…vorrei lavorare con te

  2. milady
    7 gennaio 2014 at 19:25 | Reply

    Quante notizie interessanti…da provare anche la salsina con olio e aceto.

  3. Lucia
    7 gennaio 2014 at 19:31 | Reply

    Grazie Gabriella, un onore detto da una grande appassionata e conoscitrice della cultura enogastronomica antica come te, sentiamoci presto!

  4. Lucia
    7 gennaio 2014 at 19:40 | Reply

    Felice tu lo abbia apprezzato Milady :)

  5. daniele
    daniele
    8 gennaio 2014 at 11:40 | Reply

    Gentile Lucia Ospite.
    Sinceramente, i miei migliori complimenti.
    Un testo di rara completezza, ancor maggiore quando nel contesto del web-surfing abituale.
    Unica nota (leggera!): il sig. Olivero è persona preparata e competente fuor da ogni dubbio ma – alla stregua dei suoi colleghi Paternoster e Manias (coautori) – verosimilmente attinge da quel “modesto contributo” che è il Dizionario dei Mieli Nomadi (Corraini ed.) che vuole esser potabile compendio per chi di miele e del suo utilizzo vuole iniziarne a capirne un qualcosa di più.
    Complimenti per il blog, da oggi mi riprometto di venire a trovarla più spesso.
    danielesavi

  6. Lucia
    8 gennaio 2014 at 18:33 | Reply

    Caro Daniele grazie dei complimenti, conosco il testo che mi cita, regalo proprio di uno dei coautori: Manias. Dal mio canto inizio da autodidatta, imparo dalle mie 5 arnie e dalla curiosità, a presto!

  7. Rebecca
    Rebecca
    15 gennaio 2014 at 15:16 | Reply

    Molto interessante. Io ho anche letto su internet che il miele può essere utilizzato come base per creare creme cosmetiche naturali sia per la pelle sia per i capelli e sto iniziando a farle in casa. Inoltre nella cucina ebraica e pure in quella araba ( e quindi spesso anche nella cucina del sud italia) il miele ha uno spazio più ampio. Ho letto che è importante usare miele biologico perché il protocollo per la produzione del miele biologico prevede una lavorazione a bassa temperatura (lavorazioni ad alta temperatura gli fanno perdere principi nutritivi e l’azione cosmetica e “antibiotica”. Io uso quello di Rigoni di Asiago perché biologico e certificato kosher per me importante. Se volete posso postare ricette con miele sia di piatti salati sia di dessert, della cucina italiana, araba e anche ebraica (la mia preferita).
    E pure le “ricette” per le creme. Eh si sono una maniaca del miele 😉

    1. Jiang Qing
      Jiang Qing
      19 gennaio 2014 at 18:05 | Reply

      Grazie!
      J.Q.

  8. Lucia
    19 gennaio 2014 at 19:20 | Reply

    Grazie Rebecca, mi fa piacere che tu abbia trovato interessante il post. Che io sappia, te lo dico da apicoltrice, il miele biologico è esclusivamente quello che utilizza telaini di cera biologica, poi sulla lavorazione a bassa temperatura non saprei dirti, perchè io smielo tramite centrifuga e invasetto direttamente senza trattamenti termici. Il miele è veramente molto versatile, non si smette più di imparare in questo piccolo mondo fatto di api e fioriture! A presto!

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